3317612698 - 3319584817
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questa nuova rubrica nasce per l'esigenza quotidiana dei pazienti di avere risposte riguardo le problematiche più frequenti nel corso di terapie contro i tumori. Tutti sappiamo che tali approcci terapeutici possono essere disturbanti per l'organismo ma altrettanto sappiamo che vi sono degli antidoti molto efficaci. Anche taluni comportamenti opportuni da tenere durante la vita quotidiana in un percorso terapeutico contro il cancro sono auspicabili. Noi siamo qui, al vostro fianco, per combattere questo terribile nemico in ogni modo.

Dott. Carlo Pastore

Il paziente allettato

Come curare il paziente allettato

infermiereIn una qualunque fase della storia oncologica di un paziente è possibile che ci si alletti. L'allettamento può essere legato a procedure chirurgiche, a tossicità da farmaci, a stati infettivi, a problematiche legate all'apparato locomotore, ad una condizione terminale di malattia.

In ogni caso è opportuno adottare degli accorgimenti per rendere meno problematica la ripresa fisica od alleviare comunque la forzata permanenza a letto.

In primis un materasso antidecubito. Le piaghe da decubito sono lesioni cutanee di difficile cicatrizzazione che si creano per pressione tra il giaciglio e la regione corporea a diretto contatto e vengono favorite dalla magrezza, dal prolungato allettamento, dallo stato di idratazione e nutrizionale precario, nonché dall'eventuale presenza di pannoloni e fasce o garze che non consentono un adeguato trofismo della cute.

Quando si osserva un arrossamento od un inizio di macerazione della cute occorre correre ai ripari. Oltre al riequilibrio dello stato nutrizionale del paziente se necessario, occorre detergere con attenzione la zona interessata e procedere ad una disinfezione della cute.

Spostare il paziente per evitare che conservi sempre la stessa posizione nel letto è utilissimo. Spessissimo il paziente allettato è cateterizzato; occorre verificare periodicamente che il catetere sia ben posizionato e soprattutto che non vi siano aree di arrossamento od infezione a livello delle vie urinarie.

Analogo atteggiamento deve essere tenuto per l'area perineale. Qualche esercizio per conservare un minimo di trofismo muscolare dovrebbe essere sviluppato con l'ausilio di personale specializzato (fisioterapista).

Se il paziente presente agocannula, CVC, altri dispositivi di cateterismo venoso centrale occorre verificarne periodicamente l'efficienza nonché la pulizia esterna. I vari accorgimenti esitano in un maggior comfort per il paziente ed in un netto miglioramento della qualità di vita.

Dr. Carlo Pastore

Curare la depressione nei malati di cancro

Depressione, attacchi di panico, crisi di ansia

sintomi della depressioneLa malattia in generale e quella oncologica in particolare evocano nel paziente un senso di impotenza, di frustrazione, di ansia e depressione in generale che sono assolutamente non trascurabili.

Sin dal principio di un percorso oncologico, sia che si tratti di una condizione potenzialmente guaribile che non, è necessario fare attenzione ai segnali della sfera psichica.

Quando l'aiuto farmacologico non è sufficiente occorre affidarsi ad un aspetto in evoluzione dell'approccio psicologico alla malattia oncologica: la psiconcologia. Sempre più in crescita dal punto di vista numerico è la figura professionale dello psiconcologo.

Di grande supporto per il paziente è anche figura importante per indirizzare i familiari verso un percorso di comprensione della malattia, di vicinanza e di supporto all'ammalato. Il lavoro di equipe con figure professionali che vanno dal nutrizionista, all'infermiere specializzato in ambito oncologico, al fisioterapista di riabilitazione, allo psiconcologo è fondamentale per un pieno supporto in una condizione di malattia assai difficoltosa.

 Dr. Carlo Pastore

Curare il dolore da farmaci

Il dolore osseo, articolare, muscolare da farmaci

farmaci doloreTaluni trattamenti farmacologici di frequente impiego in ambito oncologico possono portare delle algie a livello osseo, articolare, muscolare.

In particolare è possibile l'evidenziarsi di questa sintomatologia dolorosa con il chemioterapico docetaxel (in minor misura con l'altro chemioterapico della medesima classe farmacologica paclitaxel) e con i fattori di crescita per i globuli bianchi (filgrastim, lenograstim, pegfilgrastim).

Le contromisure da adottare sono dei FANS (molto efficace e poco intrusivo è il paracetamolo), una terapia cortisonica sotto controllo dell'oncologo curante, evitare carichi di lavoro notevoli sull'apparato muscoloscheletrico. La sintomatologia regredisce poi spontaneamente allontanandosi temporalmente dalla somministrazione del/dei farmaco/i.

Dr. Carlo Pastore