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Grasso autologo e staminali nella ricostruzione mammaria

seno donnaLa Medicina e la Chirurgia hanno fatto passi da giganti nella diagnosi e nel trattamento delle patologie tumorali con il risultato che, a fronte del dilagare dei tumori, quale frutto del mondo inquinato nel quale viviamo, delle insane abitudini di vita e dell’allungamento della vita media, di fatto i decessi per cancro si sono ridotti in percentuale rispetto al passato e, soprattutto, si sono allungati i tempi di sopravvivenza ed è migliorata la qualità di vita dei malati di tumore.

Per quanto riguarda il carcinoma mammario, le pazienti vivono una tragedia nella tragedia, ovvero affiancano alla paura per la propria sopravvivenza il deturpamento del proprio corpo dovuto al trattamento chirurgico del tumore.

Fin dalla notte dei tempi, infatti, le mammelle sono state viste come sinonimo di femminilità, salute e bellezza; è facile quindi immaginare la tragedia vissuta da migliaia di donne ogni anno che si vedono portare via tale simbolo a causa di un tumore !

Ecco perché di pari passo con il progredire delle metodiche diagnostiche e terapeutiche, sia cresciuto l’interesse per la chirurgia ricostruttiva della mammella, tesa a ripristinare prima possibile l’estetica mammaria in modo che le pazienti possano tornare al più presto, dopo aver scongiurato il pericolo della malattia, ad una normale vita di relazione.

Le tecniche di ricostruzione del seno dopo una mastectomia sono numerose e consolidate. Si va dalla semplice ricostruzione con protesi (o espansione cutanea prima e protesi poi), all’utilizzo di lembi peduncolati (gran dorsale, T.R.A.M. lap), ai lembi liberi (D.I.E.P.), per arrivare infine all’ultima frontiera che prevede l’utilizzo del tessuto adiposo autologo (cioè prelevato dalla paziente stessa), e delle cellule staminali in esso contenute, per ridare forma e volume con una consistenza naturale allei mammelle mastectomizzate.

La procedura è semplice, rapida e miniinvasiva; permette recuperi lampo e l’unica complicanza è costituita dal’eventuale riassorbimento del grasso impiantato per dare forma al seno ricostruito.

La chirurgia ricostruttiva del seno si sviluppa con la seguente procedura::

  • Si preleva mediante liposuzione il tessuto adiposo da una o più sedi donatrici (pancia, fianchi, cosce, ecc.),
  • Il grasso lo si processa mediante centrifugazione, filamento o decantazione, in modo da eliminare la porzione liquida, quella fibrosa ed quella oleosa, concentrare le cellule adipose e staminali e renderle più adatte all’attecchimento.
  • Il grasso così processato viene iniettato nella mammella (zona ricevente) al fine di ripristinarne la forma, il volume ed una normale consistenza morbida. le cellule staminali in esso contenute hanno il compito di aumentare la sopravvivenza e l’attecchimento del tessuto adiposo e di migliorare la qualità della cute sovrastante, spesso mortificata dalla radioterapia e dagli esiti cicatriziali dell’ablazione chirurgica del tumore.

Si tratta di una tecnica relativamente giovane, sicuramente migliorabile in termini di percentuale di attecchimento del grasso impiantato e che dovrà esser resa accessibile anche a quelle pazienti che non hanno riserve di tessuto adiposo cui attingere (infatti in futuro, a differenza d’oggi, sarà possibile replicare in laboratorio le cellule adipose con facilità e a costi ridotti).

Dott. Luigi Fantozzi
Specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica
Tel. 339.3897711

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www.luigifantozzi.com