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Ipertermia total body e sclerodermia

Ipertermia Total Body e Sclerodermia

totalbody

Oltre l'impiego in oncologia l'ipertermia total body ad infrarosso a luce filtrata ad acqua può essere utilizzata come un utile coadiuvante nelle patologie del sistema immunitario. In particolare esistono diversi lavori clinici internazionali che enunciano la possibilità di impiego in pazienti affetti da sclerodermia.
In aggiunta alle terapie farmacologiche l'ipertermia total body può rappresentare un valido aiuto in quelle condizioni di fibrosi sistemica che alterano la funzione organica. 

[Treatment of linear scleroderma with water-filtered infrared-A irradiation].

von Felbert V, Simon D, Braathen LR, Megahed M, Hunziker T.

Hautarzt. 2007 Nov;58(11):923-4. German. No abstract available.

 Neutrophil respiratory burst is decreased in scleroderma and normalized by near-infrared mediated hyperthermia

Foerster J, Storch A, Fleischanderl S, Wittstock S, Pfeiffer S, Riemekasten G, Worm M.

Clin Exp Dermatol. 2006 Nov;31(6):799-806. Epub 2006 Aug 24.

Infrared-mediated hyperthermia is effective in the treatment of scleroderma-associated Raynaud's phenomenon.

Foerster J, Fleischanderl S, Wittstock S, Storch A, Meffert H, Riemekasten G, Worm M.

J Invest Dermatol. 2005 Dec;125(6):1313-6. No abstract available.

Mild infrared A hyperthermia in treatment of systemic scleroderma].

Meffert H, Buchholtz I, Brenke A.

Dermatol Monatsschr. 1990;176(11):683-6. German.

Nuove cure per il tumore del seno metastatico

Nuove strategie terapeutiche nei tumori mammari metastatici

farmaci per la cura dei tumori della mammellaLe neoplasie mammarie, sebbene assai ben curabili nelle fasi iniziali di malattia, presentano ancora numerose insidie in fasi più avanzate.

Prendendo in considerazione la fase metastatica è opportuno fare una disamina completa delle possibili nuove opzioni terapeutiche. I farmaci di recente introduzione che possono essere impiegati sono il paclitaxel coniugato con albumina (Abraxane), l'inibitore dell'angiogenesi bevacizumab (Avastin), l'inibitore delle tirosin chinasi ed antiangiogenetico sorafenib (Nexavar), l'antiormone fulvestrant (Faslodex) nel suo dosaggio raddoppiato (500 mg).

Sempre opportuno inoltre quando vengono esplorate le varie opzioni terapeutiche non dimenticare farmaci più datati ma dotati di valida azione nelle neoplasie mammarie.

Esempi calzanti di questi ultimi farmaci sono l'etoposide, la mitomicina C, il tegafur, la vinblastina.

Dr. Carlo Pastore

Radioterapia ed ipertermia nella terapia oncologica

Radioterapia ed ipertermia oncologica nella cura del cancro

stetoscopioLa radioterapia rappresenta una delle principali armi a disposizione del clinico nella terapia delle forme tumorali.

L'evoluzione tecnologica ha consentito la costruzione di apparecchiature di radioterapia sempre più efficienti ed efficaci e capaci di risparmiare il più possibile i tessuti sani circostanti la malattia neoplastica.

Taluni tumori possono essere portati a guarigione anche con la sola radioterapia o comunque la radioterapia può effettuare un valido controllo locoregionale della malattia od una palliazione della sintomatologia dolorosa ad essa correlata. I trattamenti radianti per ottenere un potenziamento locoregionale possono avvalersi della combinazione con chemioterapici radiosensibilizzanti (radiomimetici) a dosaggi opportuni (esempi principali sono il 5-Fluorouracile, il cisplatino, la capecitabina e la gemcitabina) o possono essere combinati a trattamenti ipertermici (ipertermia capacitiva profonda oncologica a radiofrequenza (RF 13.56 Mhz)).

E' stata lungamente studiata l'ottima sinergia tra radiazioni ionizzanti e radiofrequenza e si è giunti alla conclusione che la sinergia è principalmente dovuta all'azione inibente la riparazione del danno cellulare esercitata dall'ipertermia a radiofrequenza dopo il trattamento in radioterapia.

La sequenza corretta è quindi radioterapia ed a seguire ipertermia. Esiste un timing? Certamente. L'applicazione di ipertermia deve essere eseguita entro quattro ore dal trattamento radiante.

La radioterapia uccide una quota delle cellule malate ma una certa quota resta danneggiata in modo subletale. Questa porzione di cellule può mettere in campo dei meccanismi enzimatici di riparazione del DNA che salvano la cellula dall'apoptosi (morte cellulare programmata).

Dunque è in questo contesto che si inserisce l'ipertermia rallentando o bloccando i meccanismi enzimatici di riparazione. Tale valida sinergia è sempre più adottata nella pratica clinica in una grande varietà di forme tumorali.

Prof. Carlo Pastore, specialista in oncologia medica e perfezionamento universitario in ipertermia oncologica - www.ipertermiaitalia.it 

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