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Il carcinoma gastrico

Il carcinoma gastrico

I tumori dello stomaco rappresentano delle neoplasie assai letali. Questo perché tendono a crescere in modo silente dando spesso sintomatologia piuttosto aspecifica che si maschera con le gastriti o con i disturbi di svuotamento dello stomaco.
Questo non deve ingenerare allarmismo ma certamente la consapevolezza che la gastroscopia per quanto esame piuttosto fastidioso deve essere periodicamente eseguita soprattutto in età adulta.
L'importante nell’approccio terapeutico di tale patologia è la radicalità chirurgica, cioè l’asportazione totale della massa tumorale con una adeguata linfadenectomia locoregionale (cioè l’asportazione di un buon numero di linfonodi che drenano dallo stomaco e dalle regioni limitrofe).
Il coinvolgimento linfonodale rappresenta una evenienza sfavorevole come pure lo sconfinamento del tumore al di la della parete gastrica. Il tumore gastrico risulta piuttosto resistente ai trattamenti chemioterapici anche se notevoli miglioramenti si sono riscontrati con l’impiego di nuovi farmaci.
I più efficaci in tale patologia sono il docetaxel, il cisplatino, le antracicline (doxorubicina ed epirubicina), il paclitaxel, la capecitabina, il 5-Fu (vecchio farmaco ancora però impiegato con discreto successo in molte neoplasie generalmente in combinazione con altri farmaci antiblastici).
Tra i vecchi farmaci occorre citare la Mitomicina C che presenta comunque una efficacia seppur minima. La combinazione con una radioterapia locoregionale aumenta l’efficacia dei trattamenti come pure l’abbinamento con l’ipertermia capacitiva.
Tale neoplasia tende purtroppo a recidivare anche tardivamente; pertanto uno stretto follow-up oncologico è vivamente consigliato.

Dr. Carlo Pastore
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