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ARGOMENTO: Leiomiosarcoma uterino stadio IV B

Leiomiosarcoma uterino stadio IV B 1 Mese 4 Giorni fa #2312

  • SColav
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Buongiorno, circa un mese fa a mia mamma è stato diagnosticato un leiomiosarcoma uterino stadio IV B con metastasi ossee, polmonari e addomino-pelviche. Inizialmente mia mamma era stata operata a fine luglio per la rimozione di un fibroma tramite intervento di isterectomia totale. Solo il 21 agosto sono arrivati gli esiti degli esami istologici che ci hanno comunicato la presenza del tumore maligno. Mia mamma è stata subito sottoposta ad alcuni esami e gli esiti della TC sono stati i seguenti: "in ambito addominale si conferma allo scavo pelvico la presenza di formazione disomogenea di aspetto multicistico con circa 55 x 47 mm di diametro a maggior asse, determinandosi netta impregnazione contrastografica al di sopra dell'ampolla rettale, coinvolgente il canale vaginale. Diffuse formazioni nodulari mesenteriali la più grossolana di circa 10 mm in sede parietocolica dx, lungo l'asse iliaco omolaterale ed alcune altre millimetriche formazioni in sede periaortica bilateralmente. Minimo versamento nel Douglas. Modico ispessimento delle pareti della regione ileale ancora senza segni di perforazione né livelli idroarei patologici. Fegato con presenza di millimetrica ipodensità a carico della biforcazione portale a sinistra di esigue dimensioni da non essere possibile escludersi natura afinalistica. Colecisti con piccoli calcoli radiopachi. VB intra ed extra epatiche non dilatate. Pancreas, milza e surreni con aspetto TC nei limiti di norma. Non idronefrosi bilateralmente. Aorta di calibro regolare. Vescica vuota. Presenza di alcune formazioni nodulari sub-centrimetriche a carico del tessuto adiposo in sede periombelicale. In ambito toracico plurimi consolidamenti ad aspetto tondeggiante di tipo ripetitivo, il più grossolano al segmento basale anteriore di destra di circa 20 mm; così come in vicinanza della biforcazione dei rami principali bronchiali omolaterali senza determinarsi compressione. Non addensamenti di tipo flogistico a carico del parenchima polmonare. Esile versamento pleurico bilaterale. Qualche linfonodo di aspetto reattivo in sede mediastinica anteriore. Nel lobo tiroideo sinistro si rileva formazione nodulare di circa 34 mm con impregnazione disomogenea contrastrografica; meritevole se non già eseguita di completamento di indagine ecografica. Piccoli linfonodi in regione inguinale ascellare bilateralmente. Con la valutazione del setting osseo, sono presenti plurimi formazioni di aspetto osteolitico diffuse, in particolare a carico dei somi vertebrali condizionanti cedimenti somatici a carico di L5, L2 ed altre rarefazioni del rachide dorsale nei sommi di T12 e T10 quest'ultima con coinvolgimento del muro metamerico posteriore. Altre diffuse alterazioni di analogo significato nelle teste omerali e femorali senza segni di interruzione della corticale ossea." Attualmente, l'unica terapia proposta è stata la chemioterapia con dacarbazina e adriamicina che mia mamma ha iniziato in data 24 agosto (attualmente ha appena concluso il secondo ciclo). Per i forti dolori accusati nella zona lombare della colonna vertebrale sta seguendo una terapia con ibuprofene e un analogo della morfina. Per sostenere la schiena, inoltre, le è stato applicato un bustino da tenere quando è seduta o in piedi. Le scrivo per sapere se secondo lei un trattamento con la tecnica dell'ipertermia può essere utile come adiuvante della chemioterapia, anche per quanto riguarda la riduzione del dolore e per cercare di riacquistare una certa mobilità. Grazie mille per la disponibilità e nel caso avesse bisogno di ulteriori informazioni cercherò di fornirgliele. Arrivederci.
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Leiomiosarcoma uterino stadio IV B 1 Mese 4 Giorni fa #2313

  • carlopastore
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Gentile Utente,

la terapia con dacarbazina ed adriamicina appare correttamente impostata. La patologia si presenta purtroppo diffusa nell'organismo e non attenderei più di tre cicli del trattamento chemioterapico in essere per andare a verificare la risposta di malattia. Questo al fine di modificare rapidamente schema se non ci fosse riduzione o se la risposta non fosse soddisfacente. A livello scheletrico, focolaio di genesi delle dolenzie, si potrebbe optare per un trattamento radiante. La radioterapia ha difatti spiccato effetto antalgico oltre che terapeutico locoregionale. Inoltre esistono farmaci che agiscono in modo selettivo a livello osseo : acido zoledronico o denosumab . Si può impiegare uno dei due (previo monitoraggio della calcemia , della creatininemia e della condizione dell'osso mandibolare con rx ortopanoramica) al fine di consolidare l'osso eroso, ottenere un qualche effetto antalgico, ottenere un certo effetto antineoplastico vero e proprio in ambiente scheletrico. Ipertermia senza dubbio si, in qualità di coadiuvante sinergico. Effettuerei, previa valutazione di idoneità, applicazione a livello toracico ed addominopelvico. Ulteriore suggerimento può essere una terapia parallela coadiuvante fitoterapica a sostegno della condizione generale e della reattività immunitaria.

Cari saluti ed un grande in bocca al lupo per tutto

Prof. Carlo Pastore, oncologo - www.ipertermiaitalia.it
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