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ARGOMENTO:

Re: adenocarcinoma gastrico 10 Anni 4 Mesi fa #1372

  • Gabreturbooo
  • Avatar di Gabreturbooo Autore della discussione
Gentile Dott.Pastore,
mio padre ha iniziato il primo ciclo di chemioterapia che prevede oxaliplatino-epirubicina e, da assumere a casa, Xeloda (capecitabina) 1150 mg(3 compresse la mattina e 3 la sera). Ha iniziato sabato, quindi appena 4 giorni fa. Per controllare il dolore che avvertiva soprattutto allo stomaco e alla schiena, prima di iniziare la chemioterapia gli era stato prescritto di assumere una compressa di Targin da 10mg ogni 12 h. Dopo l'inizio della terapia, però, i dolori sono peggiorati, il medico ha detto di raddoppiare la dose di Targin per arrivare a 20 mg ogni 12 h, ma la situazione non è cambiata e per questo il medico pensa di optare per il cerotto, Durogesic, 50 mgc. Secondo lei il trattamento seguito è corretto? E poi, come mai, se ha iniziato la terapia, i dolori sono aumentati? Significa che la terapia non sta avendo alcun effetto? o forse è ancora passato troppo poco tempo (4 giorni)?

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Re: adenocarcinoma gastrico 10 Anni 4 Mesi fa #1374

Gentile Utente,

soli 4 giorni di terapia oncologica specifica sono assolutamente pochi per poter verificare ed ottenere un effetto. Per quanto riguarda la terapia del dolore deve essere personalizzata impiegando farmaci che contrastino le varie componenti del dolore (interazione con i recettori per gli oppioidi, FANS, modulatori del dolore neuropatico). Suggerirei una stretta interazione con l'equipe oncologica di riferimento per la modulazione dei farmaci sulla base delle condizioni generali e dei parametri ematochimici.

Cari saluti

Dr. Carlo Pastore, oncologo - www.ipertermiaitalia.it

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Re: adenocarcinoma gastrico 10 Anni 4 Mesi fa #1378

  • Gabreturbooo
  • Avatar di Gabreturbooo Autore della discussione
La ringrazio tanto Dottore. Alla fine il medico ha scelto il cerotto Durogesic con dosaggio 50 mcg per quanto riguarda i dolori, mentre come protettore gastrico ha scelto il Ranidil 150 mg, una compressa ogni otto ore. Con questo trattamento, mio padre riesce a stare visibilmente meglio, considerando anche che fortunatamente i disturbi della chemioterapia si sono progressivamente attenuati. Secondo lei si tratta di farmaci pericolosi per il tipo di neoplasia di mio padre? La cosa che mi preoccupa è che il padre di mio padre è morto per una emorragia dello stomaco, probabilmente scatenata da farmaci e che i medici del tempo non hanno saputo controllare (era il 1967, non c'erano attrezzature adeguate, soprattutto negli ospedali dei miei luoghi, ed è probabile che l'emorragia fosse connessa proprio a un tumore allo stomaco). Grazie tante per la Sua disponibilità.

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Re: adenocarcinoma gastrico 10 Anni 4 Mesi fa #1380

Gentile Utente,

Durogesic e Ranidil non hanno effetti lesivi per lo stomaco. Anzi, Ranidil (ranitidina) protegge la mucosa dello stomaco diminuendo l'acidità gastrica.

Cari saluti

Dr. Carlo Pastore, oncologo - www.ipertermiaitalia.it

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Re: adenocarcinoma gastrico 9 Anni 8 Mesi fa #1541

  • Gabreturbooo
  • Avatar di Gabreturbooo Autore della discussione
Gentile Dottor Pastore,
le scrivo per aggiornarla sulla situazione di mio padre. Dopo due cicli di chemioterapia secondo lo schema EOX, a giugno 2012, mio padre ha avuto delle gravissime complicazioni fra cui diarrea frequentissima accompagnata da svenimenti, delirio e disidratazione. Nonostante alcuni medici avessero letteralmente gettato la spugna, seppur con molte difficoltà, mio padre è riuscito a riprendersi e una TAC effettuata a luglio ha evidenziato una riduzione delle metastasi al fegato. Si è deciso, tuttavia, vista la vicenda di giugno, di sostituire lo schema EOX con una terapia a base di cisplatino e di 5fluorouracile: dopo due mesi di trattamento, un'altra TAC a settembre ha evidenziato una drastica riduzione delle dimensioni dei linfonodi interessati, ma una crescita delle metastasi epatiche (2 cm) e soprattutto della massa allo stomaco. Proprio per questo motivo, prima che fosse troppo tardi, ad ottobre del 2012 si è deciso di operarlo perchè la massa allo stomaco sembrava non rispondere ad alcun tipo di trattamento. E' stata eseguita una gastrectomia subtotale con asportazione di alcuni linfonodi, ma non sono state toccate le metastasi epatiche. Dopo una buona ripresa dall'intervento, confermata da un'altra TAC e da analisi abbastanza positive (il cea si era abbassato al di sotto della soglia massima), a dicembre, i medici hanno deciso di riproporre lo schema di chemioterapia EOX, che sembrava aver avuto effetti positivi soprattutto al fegato. A metà del secondo ciclo, però, si sono ripresentate, seppur in maniera minore, le complicazioni verificatesi a giugno 2012(diarrea e disidratazione), per questo motivo, su indicazione dell'oncologo, mio padre ha immediatamente sospeso l'assunzione dello xeloda, recuperando un po' di condizione. Alla luce di quanto accaduto, secondo Lei, quale schema di chemioterapia potrebbe essere utilizzato adesso? Sono perfettamente consapevole del fatto che l'intervento non ha avuto portata risolutiva (non mi illudo), ma, secondo Lei, che valore bisogna dare ai marcatori tumorali? in questi mesi dopo l'intervento, oscillano continuamente: adesso il CA125 è nei limiti normali, il cea invece dopo essere arrivato a 13 adesso è sceso a 11, mentre l'afp è salito negli ultimi mesi fino a 31, nonostante recentissime analisi evidenziano che i valori connesi al fegato (gpt got bilirubina) sono nella norma. Perdoni la lunghezza del mio post.

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Re: adenocarcinoma gastrico 9 Anni 8 Mesi fa #1542

Gentile Utente,

rispondo basandomi su quanto scritto ed ovviamente non avendo mai visionato documentazione clinica completa e visitato il paziente non posso che essere parziale nella risposta. Nella situazione descritta la condizione epatica è quella predominante per quanto leggo. Le metastasi a livello epatico sono costituite da cellule di adenocarcinoma gastrico e lo schema da impostare è ovviamente mirato su quel tipo di cellularità. Potrei suggerirei una combinazione di un taxano (docetaxel o paclitaxel) e bevacizumab condizioni generali ed esami ematochimici permettendo. Si potrebbe poi pensare di abbinare anche della ipertermia locoregionale profonda e total body (sempre esami ematochimici e condizioni generali permettendo). Altro aspetto da valutare sono le ulteriori terapie locoregionali (ad esempio embolizzazione selettiva delle lesioni epatiche (vedi articolo esplicativo del Collega Torcia sul presente portale www.ipertermiaitalia.it). I marcatori non hanno la sensibilità e la specificità così elevata da poter dare una indicazione precisa sulla diffusione e la progressione di malattia; alcuni gruppi di cellule tumorali pur presenti possono di fatto non produrre markers. I marcatori poi più indicati per le neoplasie gastriche sono il CEA, Ca 19.9, Ca 50.

Cari saluti

Dr. Carlo Pastore, oncologo - www.ipertermiaitalia.it

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