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Ipertermia Italia, il calore che cura il cancro

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134 elementi con tag "chemioterapia"

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La chemioterapia nel microcitoma polmonare

Categoria: Articoli
Creato il Sabato, 04 Settembre 2010 00:00

La chemioterapia nel microcitoma polmonare

beutaIl microcitoma polmonare (detto anche tumore polmonare a piccole cellule ed indicato dall'acronimo inglese SCLC) è una neoplasia dall'atteggiamento biologico di alta aggressività.

L'elevata velocità di replicazione delle cellule rende questo tipo di tumore rapidamente diffusivo. La colonizzazione precoce di altre aree dell'organismo rispetto all'organo di partenza condiziona la prognosi severa.

Come trattarlo? La chemioterapia antiblastica rappresenta un ottima arma di contenimento del tumore. La combinazione classica che si può impiegare in questo tumore è cisplatino ed etoposide.

Questo regime chemioterapico ha una elevata efficacia in prima linea nel microcitoma polmonare, potendo portare anche all'osservazione di remissioni complete (che purtroppo però esitano in una ripresa di malattia dopo un certo tempo variabile da caso a caso).

Complementari alla chemioterapia risultano la radioterapia e l'ipertermia. Aggredire anche dal punto di vista fisico, erogando raggi x e radiofrequenza, il tumore porta senza dubbio ad un giovamento in termini di prolungamento della sopravvivenza e di tempo libero da malattia.

Questi ultimi due trattamenti possono essere impiegati anche in combinazione a scopo profilattico in aree del corpo come encefalo e mediastino facilmente coinvolti anche a livello microscopico dalla malattia.

Le cellule che danno origine al microcitoma polmonare sono delle cellule con attitudini neuroendocrine. Queste caratteristiche possono essere conservate nella malattia oppure no.

Come possiamo evidenziarlo e quale utilità clinica riveste il saperlo? Dosando nel sangue la cromogranina A possiamo comprendere se vi è componente neuroendocrina nel tumore.

Se il valore di cromogranina A risulta elevato (oltre 100) si può aggiungere octreotide (o la variante lanreotide) alla chemioterapia antitumorale che viene scelta. Questo farmaco si somministra per via intramuscolare ogni 21 o 28 giorni a seconda del giudizio del medico oncologo.

Mentre cisplatino ed etoposide si debbono considerare la prima scelta in queste neoplasie, vi possono essere delle condizioni (intolleranza, insufficienza d'organo, timore del paziente) in cui si deve optare per altre soluzioni farmacologiche.

Altri chemioterapici sono efficaci in questo tumore ed essi in particolare sono le antracicline (doxorubicina, epirubicina, anche nelle loro varianti liposomiali), topotecan, irinotecan, carboplatino.

Sono in fase di test nuovi farmaci a bersaglio molecolare ma ancora non è possibile impiegarli nella pratica clinica quotidiana.

Il futuro appare più roseo in definitiva: la doppia elica del DNA riserva nuove sorprese periodiche e passo dopo passo ci si avvicina sempre più a trattamenti efficaci, con pochi effetti collaterali e soprattutto sempre più personalizzati. In nome di una oncologia sartoriale che resta sempre il mio sogno e quello di tutti i ricercatori impegnati nella ricerca contro il cancro.

Dr. Carlo Pastore

La chirurgia del cancro gastrico

Categoria: Chirurgia
Creato il Sabato, 21 Agosto 2010 00:00

La chirurgia del cancro gastrico: stato dell'arte

sala operatoriaLa frequenza del cancro dello stomaco è andata progressivamente calando negli ultimi decenni, tuttavia resta ancora una patologia comune in alcune aree geografiche, in particolare l' Estremo Oriente ed alcuni paesi europei, mentre l' Italia è considerato un paese con incidenza e mortalità intermedia.

La terapia del cancro gastrico, ed in particolare dell' adenocarcinoma che è la forma istologica di gran lunga piu' rappresentata, è andata progressivamente cambiando negli anni e , da un primo approccio esclusivamente chirurgico (la prima resezione gastrica risale al 1881 ad opera di Billroth), si è oggi arrivati a quello che si definisce in oncologia un approccio multidisciplinare, dove oltre alla chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia ed altre terapie vengono variamente combinate col fine di ottenere i migliori risultati ed il minor numero possibile di effetti indesiderati avendo sempre ben chiaro che la qualità della vita è un obiettivo altrettanto importante se non prioritario rispetto alla sopravvivenza.

Limitando le osservazioni all' aspetto chirurgico,è importante ricordare che lo stadio della malattia al momento della diagnosi, ovvero la sua diffusione locale e a distanza, costituisce il principale fattore determinante la prognosi e, allo stato attuale delle conoscenze, l'asportazione chirurgica della neoplasia è indispensabile a prescindere da altre eventuali terapie per ottenere la guarigione.

Nel corso degli anni la discussione scientifica si è concentrata prevalentemente su due questioni: la necessita' di asportare lo stomaco in toto o solo in parte in base alla localizzazione ed allo stadio della malattia la necessita' di eseguire una linfadenectomia, ovvero l' asportazione dei linfonodi interessati dalla diffusione del tumore ed in particolare della sua estensione, ovvero, quanto estesa dovesse essere questa asportazione.

Relativamente al primo aspetto, dopo numerosi studi, si è giunti alla conclusione che melle forme di tumore piu' vicine al cardias l'intervento di scelta è la gastrectomia totale, (figura in basso) gastrectomia totaleovvero l' asportazione completa dello stomaco mentre nelle forme non avanzate di tumore piu' vicine al piloro, è possibile eseguire con uguale risultato oncologico una resezione parziale,

resezione parziale(figura a sinistra) ovvero una gastroresezione.

Questa conclusione è importante perchè una gastroresezione permette una qualità della vita sicuramente superiore rispetto ad una gastrectomia che quindi, quando non necessario, è preferibile evitare.

Meno chiare sono le conclusioni relativamente al secondo punto, ovvero all'estensione della linfadenectomia, un po' perchè i risultati degli autori giapponesi sono piuttosto discordanti da quelli dei chirurghi occidentali per motivo ancora non del tutto chiariti, ed un po' perchè alla linfoadenectomia si attribuisce un doppio significato: da una parte curativo, ovvero rimuovere le cellule neoplastiche eventualmente presenti, e dall' altra di stadiazione, ovvero verificare in quante e quali ghiandole la malattia è presente per programmare diversamente le terapie adiuvanti.

La conclusione attuale è che la soluzione migliore, nelle forme operate con intento curativo, ovvero senza metastasi a distanza è una linfadenectomia 'intermedia', ne' troppo limitata ne' troppo estesa, anche perchè a linfadenectomie estese in genere si accompagna un aumento delle complicanze postoperatorie.

Le novita' degli ultimi anni in tema di chirurgia del tumore gastrico sono costituite dalla terapia endoscopica e dalla laparoscopia o chirurgia robotica.

L'alta incidenza della malattia nei paesi orientali ha indotto da tempo i colleghi ad eseguire frequentemente gastroscopie in modo da porre diagnosi di neoplasia in fase precoce, ovvero quando quest' ultima interessa solo gli strati interni della parete dello stomaco.

In questi casi selezionati, le nuove tecniche endoscopiche permettono di eseguire un' asportazione locale della neoplasia per via endoscopica senza necessita' di intervento chirurgico.

Nel nostro paese purtroppo le neoplasie diagnosticate in fase precoce sono ancora una minima parte e quindi queste tecniche trovano per ora limitata applicazione.

laparoscopiaLa laparoscopia (figura 3) invece, ovvero la possibilita' di eseguire gli interventi chirurgici mediante strumenti introdotti in addome da incisioni limitate evitando il classico taglio, sta trovando applicazione anche nella chirurgia dei tumori dello stomaco.

Le esperienze sono ancora preliminari ed i dati non ancora univoci, pare tuttavia che, l'intervento eseguito per via laparoscopica da un team esperto permetta di ottenere gli stessi risultati oncologici della chirurgia tradizionale con un decorso postoperatorio meno fastidioso per il paziente.

Un ulteriore progresso sembrerebbe arrivare dall' utilizzo del robot in chirurgia al fine di eseguire con maggiore precisione i gesti chirurgici della tecnica tradizionale.

Resta da fare qualche osservazione sul ruolo della chirurgia nella diagnosi della malattia , e qui la laparoscopia ha ormai conquistato un ruolo ben definito: l'ultimo passo nella stadiazione preintervento è infatti costituito dall' esplorazione laparoscopica dell' addome: un'eventuale diffusione a distanza della malattia non diagnosticabile con tecniche non invasive ed evidenziata alla laparoscopia permette, quando indicato, di modificare la strategia terapeutica evitando le cosiddette laparotomie esplorative del passato.

Infine, la chirurgia mantiene un ruolo importante nella terapia palliativa: quando il tumore è avanzato e non resecabile, un intervento chirurgico, in genere eseguito per via laparoscopica, permette di creare una nuova strada tra la parte di stomaco non interessata dal tumore e l'intestino in modo da permettere che il paziente si alimenti quando altrimenti sarebbe impossibile per la presenza del tumore.

Dr. Andrea Favara

Escozul e la medicina integrativa

Categoria: Articoli
Creato il Giovedì, 01 Luglio 2010 00:00

Escozul e la medicina integrativa

FioregialloProprio in questi giorni la notizia rimbalza tra televisione, giornali ed ammalati. Il desiderio condiviso da tutti di trovare una soluzione al devastante problema cancro rivolge l'attenzione ad ogni notizia che possa aprire uno spiraglio in tal senso.

Per mia mentalità ed atteggiamento verso la malattia cancro presto attenzione a queste notizie. Peraltro sono fermamente convinto che l'approccio ai tumori ed alla loro terapia debba essere multimodale.

Molti mi chiedono: cosa pensi di Escozul? In tutta sincerità credo che sia un farmaco da testare e da non bocciare a priori.

Chi lo sta sperimentando punta l'attenzione sulle proprietà di questo derivato del veleno dello scorpione azzurro di frenare l'angiogenesi tumorale ed inibire la metastatizzazione.

Vedremo. Personalmente ho dei pazienti che lo hanno reperito a Cuba e lo stanno assumendo in combinazione con chemioterapia antitumorale, radioterapia e/o ipertermia.

I controlli prossimi futuri daranno delle risposte circa l'effetto del preparato o, meglio, della combinazione delle terapie.

La medicina integrativa è una bella realtà ed a fianco alla chirurgia, chemioterapia, radioterapia, ipertermia oncologica esistono vari preparati che possono essere usati come utili coadiuvanti.

 

 

Dr. Carlo Pastore

Tumori del canale anale

Categoria: Articoli
Creato il Mercoledì, 23 Giugno 2010 00:00

Tumori del canale anale

violaLe neoplasie del canale anale costituiscono un capitolo a se stante nell'ambito delle neoplasie del colonretto.

Si tratta in circa l'80% dei casi di neoplasie squamose (carcinomi squamocellulari) eradicabili con una terapia di combinazione farmacologica e fisica.

Si ricorre in questi casi alla chirurgia solo se la terapia di combinazione non sortisce effetto o vi è una ripresa di malattia dopo 6-8 settimane dal termine della terapia.

Alla combinazione chemioterapia – radioterapia si può aggiungere l'ipertermia come agente di potenziamento (la mia esperienza in questo ambito mi ha portato al trattamento combinato di diversi pazienti con ottimo risultato). I farmaci che possono essere impiegati sono il 5-Fu, la mitomicina C ed il cisplatino.

Si combinano tra di loro in una doppietta farmacologica che prevede o cisplatino + 5-Fu o mitomicina C + 5-Fu.

La radioterapia deve essere opportunamente frazionata per limitare i disturbi locoregionali. L'ipertermia va abbinata in numero di 3 applicazioni settimanali, da erogare a giorni alterni per ridurre il rischio di induzione di termoresistenza.

Dopo il trattamento combinato si deve programmare uno stretto follow-up, indagando in particolar modo i distretti più a rischio di recidiva.

Dr. Carlo Pastore

Chemioterapia in età avanzata

Categoria: Articoli
Creato il Giovedì, 17 Giugno 2010 00:00

Chemioterapia in età avanzata

Anziani e chemioterapiaL'aspettativa di vita media oggigiorno ha compiuto un considerevole balzo in avanti.

Non solo si assiste ad un prolungamento della vita ma anche ad una migliore qualità in età avanzata.

Il prolungamento della vita ha portato all'emergere di una problematica connessa con l'incidenza di malattia tumorale in età avanzata e la possibilità di impostare una terapia farmacologica (accanto eventualmente a radioterapia ed ipertermia).

Cosa fare in un paziente ultraottantenne che necessiterebbe una chemioterapia? La risposta è che non è impossibile praticarla. Certamente occorre mettere in campo tutte le cautele del caso.

Scrivere questo articolo peraltro mi riporta alla stesura della mia tesi di laurea che contemplava l'analisi della fattibilità di un trattamento chemioterapico nei pazienti oltre i 75 anni per neoplasie del colonretto in fase metastatica; la mia casistica comprendeva anche pazienti oltre i 90 anni.

La lucidità che spesso accompagna questi pazienti consente loro una scelta consapevole e tentare di vivere più a lungo in buone condizioni mi sembra cosa giusta.

Fioriscono peraltro protocolli terapeutici idonei ad una somministrazione in età avanzata e ci vengono in aiuto anche le moderne terapie di supporto.

In sostanza valutando attentamente le funzionalità d'organo e con cautela è possibile oggi trattare pazienti per i quali in passato qualunque terapia farmacologica era preclusa.

Dr. Carlo Pastore

Ipertermia e sarcomi dei tessuti molli

Categoria: Ultime notizie sulle cure
Creato il Domenica, 13 Giugno 2010 00:00

Ipertermia e chemioterapia nei sarcomi dei tessuti molli

beutaUn recentissimo articolo pubblicato su Lancet Oncology (Giugno 2010) analizza una coorte di 341 pazienti affetti da sarcoma dei tessuti molli ad alto rischio, divisi in due gruppi di trattamento.

Un gruppo di pazienti è stato trattato con la combinazione chemioterapia (schema contenente etoposide, ifosfamide, doxorubicina) ed ipertermia locoregionale ed un altro con la sola chemioterapia (medesimo schema).

I risultati di questo studio di fase 3 sono nettamente a favore della combinazione con ipertermia per quanto riguarda l'intervallo libero da malattia e la progressione locale.

Lo studio è stato presentato dal Prof. Issels nell'ambito del Convegno ESHO (società europea di ipertermia oncologica).

Dr. Carlo Pastore


Lancet Oncol. 2010 Jun;11(6):561-70. Epub 2010 Apr 29.
Neo-adjuvant chemotherapy alone or with regional hyperthermia for localised high-risk soft-tissue sarcoma: a randomised phase 3 multicentre study.
Issels RD, Lindner LH, Verweij J, Wust P, Reichardt P, Schem BC, Abdel-Rahman S, Daugaard S, Salat C, Wendtner CM, Vujaskovic Z, Wessalowski R, Jauch KW, Dürr HR, Ploner F, Baur-Melnyk A, Mansmann U, Hiddemann W, Blay JY, Hohenberger P;
European Organisation for Research and Treatment of Cancer Soft Tissue and Bone Sarcoma Group (EORTC-STBSG); European Society for Hyperthermic Oncology (ESHO). Klinikum der Universität München-Campus Grosshadern, München, Germany.
Rolf.Issels@med.uni-muenchen.de

Ipertermia e farmaci per via liposomiale

Categoria: Ultime notizie sulle cure
Creato il Domenica, 13 Giugno 2010 00:00

Ipertermia e farmaci veicolati per via liposomiale

farmacoL'inclusione in liposomi di taluni farmaci impiegati nella terapia dei tumori è opzione valida per ridurne la tossicità e facilitarne la veicolazione nei siti dove devono maggiormente accumularsi per aumentare l'efficacia del trattamento.

L'ipertermia aumentando la permeabilità vascolare nei tumori solidi, facilita l'accumulo in quella sede dei liposomi contenenti il chemioterapico e lo sviluppo di liposomi termosensibili rende possibile la liberazione del principio attivo quando l'organo malato viene sottoposto ad ipertermia.

Dr. Carlo Pastore


Pharm Res. 2010 Apr 28. [Epub ahead of print]
Hyperthermia and Thermosensitive Liposomes for Improved Delivery of Chemotherapeutic Drugs to Solid Tumors.
Koning GA, Eggermont AM, Lindner LH, Ten Hagen TL.
Laboratory Experimental Surgical Oncology, Section Surgical Oncology Department of Surgery, Erasmus Medical Center, Rotterdam, PO Box 2040, 3000, CA, Rotterdam, The Netherlands, G.Koning@erasmusmc.nl.

Metastasi cutanee nel tumore al seno

Categoria: Articoli
Creato il Martedì, 18 Maggio 2010 00:00

Le metastasi cutanee da tumore mammario

 

violaLe neoplasie della mammella possono diffondere nell'organismo in vari distretti. I più frequenti sono fegato, polmone, scheletro ed encefalo.

In alcuni casi si può avere anche una diffusione cutanea, sia locoregionale (cioè vicino la sede dell'intervento di asportazione) che a distanza (in una zona di cute non vicina alla mammella trattata chirurgicamente per il tumore).

In questi casi non bisogna sottovalutare assolutamente la situazione anche se ci si dovesse trovare con una neoplasia diffusa in altri distretti corporei oltre la cute. Perchè?

Semplicemente perchè la progressione tumorale nella cute può accompagnarsi nel tempo ad ulcerazione con estrema difficoltà di cicatrizzazione e notevole perdita di sostanza locale nonché l'insorgenza di sovrainfezioni batteriche assai dannose.

Senza mettere in contro il dolore che localmente si accompagna alla presenza di queste ulcere cutanee. Come agire?

Tempestivamente occorre iniziare un trattamento chemioterapico sistemico che può essere coadiuvato da una ormonoterapia (se le cellule risultano recettive) e da un trattamento locoregionale in ipertermia.

Inoltre (anche se le lesioni sono già ulcerate) si può provvedere all'instillazione locale mediante piccole iniezioni nella cute di methotrexate (un antimetabolita che inibisce la crescita tumorale).

Non da ultimo è importante la disinfezione se la cute è ulcerata ed una radioterapia locale con elettroni. Queste procedure combinate possono arginare la malattia e nel caso di cute ulcerata portare alla rimarginazione delle ferite, nonché alla risoluzione del dolore eventualmente presente.

Dr. Carlo Pastore

Sarcoma di Kaposi

Categoria: Articoli
Creato il Venerdì, 30 Aprile 2010 00:00

Il sarcoma di Kaposi

fiore gialloIl sarcoma di Kaposi è una neoplasia ad origine vascolare comune nei soggetto immunocompromessi.

Tende a diffondersi nell'organismo con localizzazioni a distanza.

Tale neoplasia viene trattata con protocolli chemioterapici di combinazione e buoni risultati possono essere ottenuti con le antracicline (epirubicina, doxorubicina ed antraciclina liposomiale).

L'ipertermia in queste condizioni di malattia trova impiego nel razionale di potenziamento dell'attività delle antracicline e nello stimolo immunitario locale che esercita.

Esistono tutti i presupposti teorici per una buona efficacia della combinazione chemioterapia - ipertermia in tale neoplasia. Ulteriori studi saranno molto utili nel definire la schedula ed il timing di trattamento con il maggior profitto

Dr. Carlo Pastore

Ipertermia nei tumori del seno avanzati

Categoria: Ultime notizie sulle cure
Creato il Venerdì, 30 Aprile 2010 00:00

Ipertermia efficace nei tumori del seno avanzati

 foto di provetteUno studio clinico pubblicato su International Journal of Hyperthermia valuta la possibilità di trattare tumori della mammella localmente avanzati con una combinazione neoadiuvante di antraciclina liposomiale, paclitaxel ed ipertermia seguita da chirurgia e chemioterapia adiuvante con schema CMF.

Il follow-up di 5 anni non è stato ancora raggiunto nelle pazienti trattate ma i dati a 4 anni sono assolutamente a favore dell'impiego combinato dei farmaci con ipertermia

Dr. Carlo Pastore


Int J Hyperthermia. 2010 Apr 8. [Epub ahead of print]
A phase I/II study of neoadjuvant liposomal doxorubicin, paclitaxel, and hyperthermia in locally advanced breast cancer.
Vujaskovic Z, Kim DW, Jones E, Lan L, McCall L, Dewhirst MW, Craciunescu O, Stauffer P, Liotcheva V, Betof A, Blackwell K.
Department of Radiation Oncology, Duke University Medical Center, Durham, NC

Ipertermia, chemioterapia e radioterapia nei tumori testa collo

Categoria: Ultime notizie sulle cure
Creato il Martedì, 06 Aprile 2010 00:00

Chemioterapia radioterapia ed Ipertermia nei tumori testa collo

Collo
Uno studio retrospettivo evidenzia la bontà della combinazione ipertermia-radioterapia-chemioterapia nella gestione di pazienti affetti da neoplasie del distretto testa collo in fase localmente avanzata.

Un miglioramento del controllo globale di malattia si associa ad un maggiore benessere per il paziente.

Dr. Carlo Pastore


Int J Hyperthermia. 2010 Feb;26(1):21-5.
Chemoradiation with hyperthermia in the treatment of head and neck cancer.
Huilgol NG, Gupta S, Dixit R.
Advanced Centre for Radiation Oncology, Dr Balabhai Nanavati Hospital,
Mumbai 400056, India

Ipertermia efficace nei tumori ginecologici

Categoria: Ultime notizie sulle cure
Creato il Lunedì, 11 Gennaio 2010 00:00

Efficacia della ipertermia nei tumori della cervice uterina

ricercaLa rivista internazionale Current Opinion in Obstetrics and ginecology ha pubblicato all'inizio di quest'anno un articolo riguardante l'uso della combinazione di ipertermia e radioterapia nei tumori della cervice uterina localmente avanzati e della vagina.

L'ipertermia combinata con la radioterapia può essere equiparabile alla combinazione della chemioterapia con la radioterapia.

Pertanto nei pazienti non eleggibili alla chemioterapia in combinazione con la radioterapia è possibile con ugual risultato somministrare l'ipertermia con la radioterapia. Ulteriori studi sono in corso, soprattutto per quanto riguarda i tumori della vagina.

Dr. Carlo Pastore


Curr Opin Obstet Gynecol. 2010 Feb;22(1):9-14
Use of combined radiation and hyperthermia for gynecological cancer.
Franckena M, van der Zee J.
Erasmus Medical Center, Daniel den Hoed Cancer Center, Department of Radiation Oncology, Rotterdam, The Netherlands. m.franckena@erasmusmc.nl

Casi clinici trattati: la mia esperienza

Categoria: Articoli
Creato il Sabato, 19 Dicembre 2009 00:00

La mia esperienza: casi clinici

Carlo PastoreDurante la mia attività legata alla pratica dell’ipertermia oncologica ho avuto modo di valutare e trattare i casi più disparati.

Quest’ultima parola facilmente può essere legata alla parola disperati e purtroppo in oncologia ve ne sono di situazioni strazianti.

Situazioni nelle quali si può comunque tentare di offrire un sollievo ed una qualità di vita decorosa.

Riassumerò di seguito delle condizioni cliniche in parole comprensibili ai più in modo da poter essere fruite dal vasto pubblico e non solo da Colleghi medici.

Il primo caso del quale vorrei parlare, pardon, scrivere riguarda una signora di anni 76 affetta da neoplasia dell’utero in fase metastatica.

Trattata in chemioterapia per 2 anni, avendo esaurito ogni altra opzione farmacologia, si è rivolta a me per tentare l’ipertermia.

Da un anno e mezzo periodicamente esegue cicli di tale trattamento ed ha una stabilità di malattia.

Certamente è un caso singolo e non può avere valore assoluto ma testimonia la possibilità di arginare talune forme di malattia anche con la sola ipertermia. Fermo restando che il miglior trattamento è senza dubbio di combinazione (quando possibile).

Altro caso particolarmente di rilievo è l’evenienza clinica di un microcitoma polmonare in un paziente di 74 anni. Dopo aver eseguito due linee di chemioterapia, se ne è tentata una terza con il topotecan in monochemioterapia e l’abbinamento con ipertermia.

Il risultato è stato di una diminuzione della massa tumorale a livello polmonare dell’80%. Attualmente prosegue il protocollo di combinazione.

Ed ancora: paziente di sesso femminile di 57 anni con neoplasia del pancreas con coinvolgimento peritoneale. Esegue trattamento combinato con gemcitabina più oxaliplatino ed ipertermia da ormai un anno e mezzo.

La malattia appare stabile. Questo per citare i casi che sovvengono alla mia memoria più di altri ma il mio cammino dell’oncologia legato anche all’ipertermia annovera diversi buoni risultati con miglioramento, se non altro, della qualità di vita.

Per non parlare del versante reumatologico (nel quale l’ipertermia si può applicare ovviamente a potenze e durate di esposizione differenti rispetto all’oncologia) con patologie che ben rispondono al trattamento ipertermico.

Mi sovvengono tre casi molto difficoltosi trattati con successo: una pubalgia cronicizzata, una tallonite, ed una periartrite scapolomerale.

Molto c’è ancora da fare per affinare le metodiche e ben combinarle tra loro, ma ritengo che il percorso sia corretto.

Dr. Carlo Pastore

Il microcitoma polmonare

Categoria: Filmati
Creato il Sabato, 19 Dicembre 2009 00:00

Il microcitoma polmonare

Il dott. Pastore parla del trattamento
del microcitoma polmonare con l'ipertermia

 

 

 

 


Scintigrafia ossea

Categoria: Articoli
Creato il Sabato, 21 Novembre 2009 00:00

La Scintigrafia Ossea

albero di ulivoNumerose patologie tumorali possono coinvolgere lo scheletro nella loro diffusione metastatica.

Le localizzazioni ossee di malattia hanno come loro peculiare caratteristica la dolorabilità, spesso difficilmente trattabile anche con gli antidolorifici.

Inoltre è imponente lo squilibrio metabolico e che consegue dall'erosione dell'osso da parte delle cellule malate e dall'attivazione locale degli osteoclasti (cellule normalmente presenti nello scheletro e deputate al rimaneggiamento e rimodellamento dello stesso).

Durante la stadiazione completa (cioè l'insieme di procedure atte a verificare quanto e dove è diffuso il tumore nell'organismo) una valutazione dello scheletro è importante.

La scintigrafia ossea rappresenta lo strumento più idoneo per questa valutazione. Come si esegue? Viene introdotto un mezzo di contrasto che si fissa nell'osso e la cui emissione viene rilevata da una apparecchiatura esterna.

Non è una metodica invasiva. Qualora dovessero risultare delle localizzazioni ossee di malattia, abbiamo poi dei farmaci aggiuntivi da poter impiegare per contrastare la neoplasia in quella sede.

Farmaco di ultima generazione per questo scopo è l'acido zoledronico. Esso ha un effetto antidolorifico, blocca il rimaneggiamento dell'osso ed esercita in loco un effetto antineoplastico diretto.

L'ipertermia trova impiego nelle localizzazioni ossee nei punti di maggiore dolenzia. Un approccio multimodale, sia diagnostico, che farmacologico e fisico è come sempre la migliore strategia possibile.

Dr. Carlo Pastore

Ipertermia efficace nei tumori della vescica

Categoria: Ultime notizie sulle cure
Creato il Lunedì, 09 Novembre 2009 00:00

Trattamento quadrimodale dei tumori della vescica

 foto di provetteTrattamento dei tumori della vescica in stadio T1 e T2 con la combinazione di resezione trans uretrale, chemioterapia, radioterapia ed ipertermia.

Un recente articolo pubblicato sulla rivista internazionale Radiother Oncol del Novembre 2009 stabilisce la validità di un trattamento quadri modale (chirurgia, chemioterapia, radioterapia ed ipertermia) nel trattamento dei tumori della vescica urinaria in stadio T1 e T2.

Dr. Carlo Pastore


Radiother Oncol. 2009 Nov;93(2):358-63.
Quadrimodal treatment of high-risk T1 and T2 bladder cancer: transurethral tumor resection followed by concurrent radiochemotherapy and regional deep hyperthermia.
Wittlinger M, Rödel CM, Weiss C, Krause SF, Kühn R, Fietkau R, Sauer R, Ott OJ.
Department of Radiooncology, University of Erlangen, Germany. michael.wittlinger@uk-erlangen.de

Ipertermia e carcinosi peritoneale

Categoria: Articoli
Creato il Venerdì, 06 Novembre 2009 00:00

Ipertermia nella terapia della carcinosi peritoneale

lago di livignoLa carcinosi del peritoneo (carcinosi peritoneale) è una evenienza assai temibile lungo il percorso di un paziente affetto da tumore.

Il peritoneo è una membrana sierosa che riveste e contiene i visceri addominali, ancorandoli alla parete.

Può essere invasa dalle cellule tumorali e si possono avere delle problematiche di rilievo dalla diffusione della malattia neoplastica in questo ambito.

Peraltro la scarsa vascolarizzazione (scarsa presenza di vasi sanguigni) fa in modo che i farmaci (chemioterapici) giungano poco e male in corrispondenza del bersaglio.

Altro fattore prognostico importante è l’organo di partenza della neoplasia e quindi la sua sensibilità ai trattamenti. Difatti non dobbiamo mai dimenticare che le cellule che sono metastatiche in un altro organo a distanza dall’organo in cui è nato il tumore sono comunque cellule dello stesso tessuto di partenza della neoplasia.

In che modo l’ipertermia capacitiva (ipertermia esterna) può essere utile?

L’ipertermia può potenziare l’effetto locale dei farmaci antiblastici (chemioterapici) favorendone la diffusione con la vasodilatazione che provoca localmente.

L’ipertermia può essere impiegata in tutte le neoplasie solide anche in sede peritoneale. Unica controindicazione all’ipertermia, in questa localizzazione di malattia, è la presenza di un versamento ascitico (spesso il paziente dice di avere “l’acqua nella pancia”) imponente.

Perché non si può fare ipertermia se c’è abbondante versamento? Semplicemente perché il riscaldamento eccessivo dell’acqua può danneggiare i tessuti sani e perché peraltro il calore viene disperso in un ampio volume di liquido portando delle difformità di distribuzione.

L’ipertermia inoltre determina una attivazione locale della risposta immunitaria. Anche soggetti in condizioni di equilibrio precario possono avvantaggiarsi dell’ipertermia capacitiva (cioè con sonde esterne che emettono radiofrequenza).

Questo perché si tratta di una procedura non invasiva, che non necessita neanche dell’infissione di aghi. Solo ipertermia? In casi selezionati si può procedere anche con la sola ipertermia, sebbene maggiore efficacia sia data dalla combinazione di chemioterapia ed ipertermia.

Nell’ottica di un approccio multimodale alla terapia dei tumori, come sempre mi trovo a ribadire.

Dr. Carlo Pastore

Tumori della vagina e della vulva

Categoria: Articoli
Creato il Domenica, 18 Ottobre 2009 00:00

Tumori della vagina e della vulva

 Fiore gialloSi tratta di neoplasie a bassa incidenza, rilevabili in fase precoce grazie alla visita ginecologica.

Tuttavia esistono anche delle condizioni in cui la malattia viene evidenziata in fase metastatica.

Questi tumori a partenza dall’apparato genitale femminile rispondono poco ai trattamenti farmacologici pertanto l’approccio in chemioterapia nelle fasi avanzate di malattia ha solo uno scopo palliativo.

I presidi fondamentali sono rappresentati dalla chirurgia e dalla radioterapia, ottimi strumenti per il controllo loco regionale della malattia.

A questi presidi si può abbinare l’ipertermia nell’ottica soprattutto di un potenziamento locale della radioterapia. In sostanza molto importante è la prevenzione con controlli dal ginecologo periodici.

Dr. Carlo Pastore

La neuropatia periferica

Categoria: Benessere
Creato il Lunedì, 12 Ottobre 2009 00:00

La neuropatia periferica

stetoscopioTaluni trattamenti chemioterapici possono alterare l’equilibrio a livello dei nervi periferici portando un danno perlopiù transitorio.

Questo esita in disturbi quali dolore, formicolii, alterazione della sensazione del caldo e del freddo, rallentamento dei movimenti.

I farmaci maggiormente implicati in questa problematica sono il cisplatino, l’oxaliplatino, i taxani, la vinorelbina, la vinblastina.

Per limitare i disturbi si può ricorrere a degli accorgimenti farmacologici ed a delle norme di attenzione nella vita quotidiana.

L’assunzione di un neuro protettore quale la levo-acetilcarnitina durante o dopo il periodo di chemioterapia può aiutare. Anche la somministrazione di glutatione (al dosaggio di 2.5 gr, prodotto ospedaliero) prima dell’infusione dei chemioterapici può aiutare.

Il pregabalin o la gabapentina analogamente hanno una valida azione contro questo effetto collaterale.

Buona norma è evitare i bruschi sbalzi termici, evitare lavori traumatici sugli arti, evitare lavori eccessivamente faticosi.

Dr. Carlo Pastore

La metastasectomia

Categoria: Articoli
Creato il Martedì, 06 Ottobre 2009 00:00

La metastasectomia

margheriteCosa si intende con questo termine? Letteralmente si allude all'asportazione di una localizzazione metastatica di un tumore.

La malattia tumorale metastatica, benchè in taluni casi non rappresenti una condanna assoluta, può essere considerata senza dubbio come una condizione clinica seria.

I progressi continui e costanti della medicina hanno portato alla possibilità di intervenire chirurgicamente anche in condizioni nelle quali in passato non si sarebbe mai pensato di operare.

Un esempio molto calzante è rappresentato dalle metastasi epatiche e polmonari da tumori colorettali.

Se in numero limitato e posizionate in regioni di tali organi accessibili ed asportabili, possono essere escisse.

Certamente ciò non da garanzia di guarigione assoluta ma aumenta le possibilità di una radicalizzazione del tumore.

Altro esempio può essere rappresentato dalle metastasi cerebrali che talvolta possono essere asportate. La combinazione delle altre strategie terapeutiche a completamento in regime di adiuvanza (chemioterapia, ipertermia, radioterapia) può portare a delle guarigioni complete e durature.

Dr. Carlo Pastore

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