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Il portale della Ipertermia

Ipertermia: una metodica efficace nel trattamento dei tumori e delle malattie reumatiche

carlo pastore ipertermia

Il calore da sempre è stato oggetto delle attenzioni della scienza medica. L'apporto di energia attraverso l'ipertermia comporta un cambiamento nell'omeostasi dei sistemi cellulari.

Talune condizioni si avvantaggiano particolarmente dell'ipertermia. Nella mia esperienza di oncologo medico, esperto di chemioterapia antitumorale, ho avuto modo di verificare la bontà di un approccio integrato alla patologia oncologica.

In realtà la complessità del fenomeno cancro impone un trattamento multimodale. In quest'ottica si parla di ipertermia oncologica in abbinamento alla chirurgia, alla chemioterapia ed alla radioterapia nelle sue molteplici sfaccettature.

Parlando nel dettaglio dell'ipertermia mi preme illustrarne le potenzialità, i campi di applicazione e la pratica sul paziente.

L'apparecchiatura per ipertermia oncologica profonda adottata (Oncotherm EHY 3010 ML) è dotata di un leggero elettrodo in microfibra tessile adattabile al corpo del paziente e che si accoppia con il corrispondente dispositivo ricevitore posizionato nel lettino sul quale ci si trova sdraiati consentendo di innalzare in profondità la temperatura dell'organo tra i 42 ed i 43 °C con un elevato confort per il paziente.

A tale temperatura le cellule tumorali che posseggono una membrana cellulare alterata (aberrante) non riescono a smaltire il calore e l'ipertermia attiva degli enzimi intracellulari denominati caspasi che spezzettano il DNA portando la cellula maligna alla morte (apoptosi, o morte cellulare programmata).

Altre proprietà possono essere attribuite all'ipertermia. In primis quella di facilitare l'accesso al bersaglio da parte dei chemioterapici, soprattutto in quei distretti corporei mal vascolarizzati (ad esempio peritoneo) che rappresentano le cosiddette nicchie farmacologiche nelle quali i farmaci arrivano poco e male (si veda il Progetto Oncologia del CNR)

Taluni chemioterapici presentano poi un effetto maggiore se somministrati con ipertermia (vedi articolo sul portale). Il mutamento della vascolarizzazione locoregionale poi provocato dall'ipertermia rende l'ambiente meno idoneo alla proliferazione delle cellule tumorali.

La radioterapia combinata con l'ipertermia ottiene maggiore effetto per sommazione di danno e per induzione della morte in cellule danneggiate in modo subletale. Non da ultimo c'è la stimolazione del sistema immunitario indotta dall'ipertermia.

Si ottiene localmente la liberazione di citochine che stimolano l'arrivo in situ dei leucociti e quindi vi è un maggiore vigore nella lotta contro le cellule malate. L'ipertermia trova indicazione in tutti i tumori solidi, a patto che non vi sia versamento pleurico od ascitico massivo.

In quelle condizioni è preferibile il drenaggio del liquido prima di eseguire ipertermia. Anche le neoplasie ematologiche possono avvantaggiarsene qualora vi siano dei pacchetti linfonodali da trattare.

L'ipertermia è ancor di più di tutto questo data la possibilità di applicazione nella patologia osteoartromuscolare.

L'impiego in reumatologia è noto e la medesima apparecchiatura di cui disponiamo può essere impiegata allo scopo. Il tutto regolando il macchinario ad una potenza differente e per una durata di esposizione minore alla radiofrequenza.

In tal modo è possibile ottenere grande beneficio con azione antidolorifica (cosa che si ottiene anche nel dolore da tumore), azione antiinfiammatoria, contro le contratture, il dolore da artrosi, la rigidità e lo spasmo muscolare.

In sostanza l'ipertermia rappresenta una valida metodica ancillare nella terapia dei tumori e nella risoluzione della patologia osteoartromuscolare.

Dr. Carlo Pastore
Specialista in Oncologia