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Radioterapia ed ipertermia nella terapia oncologica

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Radioterapia ed Ipertermia nella cura del cancro

stetoscopioLa radioterapia rappresenta una delle principali armi a disposizione del clinico nella terapia delle forme tumorali.

L'evoluzione tecnologica ha consentito la costruzione di apparecchiature di radioterapia sempre più efficienti ed efficaci e capaci di risparmiare il più possibile i tessuti sani circostanti la malattia neoplastica.

Taluni tumori possono essere portati a guarigione anche con la sola radioterapia o comunque la radioterapia può effettuare un valido controllo locoregionale della malattia od una palliazione della sintomatologia dolorosa ad essa correlata. I trattamenti radianti per ottenere un potenziamento locoregionale possono avvalersi della combinazione con chemioterapici radiosensibilizzanti a dosaggi opportuni (esempi principali sono il 5-Fu, il cisplatino e la gemcitabina) o possono essere combinati a trattamenti ipertermici.

E' stata lungamente studiata l'ottima sinergia tra radiazioni ionizzanti e radiofrequenza e si è giunti alla conclusione che la sinergia è principalmente dovuta all'azione inibente la riparazione del danno cellulare esercitata dall'ipertermia a radiofrequenza dopo il trattamento in radioterapia.

La sequenza corretta è quindi radioterapia ed a seguire ipertermia. Esiste un timing? Certamente. L'applicazione di ipertermia deve essere eseguita entro quattro ore dal trattamento radiante.

La radioterapia uccide una quota delle cellule malate ma una certa quota resta danneggiata in modo subletale. Questa porzione di cellule può mettere in campo dei meccanismi enzimatici di riparazione del DNA che salvano la cellula dall'apoptosi (morte cellulare programmata).

Dunque è in questo contesto che si inserisce l'ipertermia rallentando o bloccando i meccanismi enzimatici di riparazione. Tale valida sinergia è sempre più adottata nella pratica clinica in una grande varietà di forme tumorali.

 Dr. Carlo Pastore

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Settembre 2011 08:51  

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